
Rivolta Prive Live
Report parziale del live svolto in conclusione del Rivolta Pride - 13 Giugno 2026

MC NILL

Dopo le testimonianze di vari collettivi sul palco della Montagnola Republic è salitx Mc Nill che cantando tre delle sue canzoni più acclamate ("Il gender", "Allerta" ed infine "Lotta e cura") ha espresso anch'essx il suo dissenso verso il DDL Valditara.
Tramite le sue rime taglienti ha raccontato le difficoltà della comunità queer e come, riporto testuali parole, "Siamo anche se non era previsto".
ARTIVISMO
Poco dopo il palco ha subito un concreto cambio di atmosfera, da ilare a seria, con l'arrivo di sei attivistx. La loro entrata in scena è stata molto particolare: sono saliti sul palco a fatica, piegatx e con le mani dietro la schiena per simulare ciò che hanno subito gli attivistx della Flotilla. Questa performance ha stupito ampiamente il pubblicoche ne era completamente ignaro. I sei attivistx si sono vestiti di grigio, due dei quali con la tuta dell'IDF; alcuni portavano ai piedi scarpe nere, mentre altri hanno scelto di toglierle poco prima del loro arrivo sul palco.

Una volta giunti tutti e sei sul proscenio si sono inginocchiatx con la testa chinata dando le spalle al pubblico, proprio come divulgato dai video pubblicati dallo stato genocida al loro arrivo.
Durante la performance, dalle casse veniva emesso un audio estremamente immersivo dal quale si sentivano canti di "Free free Palestine" soffocati da colpi di arma da fuoco; con subito dopo, numerose voci urlavano "Blood" e "She is bleeding" (ovvero "Sangue" e "Sta sanguinando"). Il riferimento è ad un fatto avvenuto all'interno della nave prigione di Israele in cui, i soldati, per reprimere i canti in onore della Palestina hanno sparato ad una ragazza colpendole la gamba che, come affermano i cori, ha iniziato a sanguinare. Successivamente veniva trasmessa la voce di una soldatessa che affermava "I have words, they have weapons" (ovvero "Io ho le parole, loro hanno le armi") e molto altro.
Gli attivistx rimasero immobili finché si sentì nuovamente "Head down", ("Testa giù") solo allora iniziarono ad alzarsi. I due con la tuta dell'IDF (tra cui Ilaria Mancosu, attivista che abbiamo intervistato e che ha spiegato approfonditamente la storia dietro ad ogni frase dell'audio) si sono svestitx, mostrando sul petto, sulla pancia e persino sulle gambe scritte come "Gaza è un campo di concentramento a cielo aperto". Successivamente hanno lanciato il vestiario all'interno di un "secchio" in metallo situato poco sotto al palco e, con due bottigliette di plastica, presumibilmente piene di liquido infiammabile e con il tappo bucato, hanno "urinato" all'interno del secchioper poi appiccare il fuoco ocn l'ausilio di un fiammifero. Simultaneamente gli altri attivistx sul palco hanno afferrato bandiere della Palestina e una kefia
FUCKSIA
Alle spalle degli attivisti Marzia Stano, in rappresentanza del gruppo "Fucksia", si accingeva ad iniziare una delle tre canzoni che avrebbe cantato in compagnia di Mc Nill.

Come preannunciato sul palco era presente soltanto una delle tre componenti del gruppo poiché Poppy e Mariana erano impegnate in un Hybrid set in provincia di Taranto.
Sul palco Marzia non aveva con sé il suo sintetizzatore, cosa molto rara, perciò era maggiormente libera di muoversi per tutti il palco e ha deliziato il pubblico con vari balli, corse e persino qualche salto da una piattaforme poco più rialzata situata sul palco.
La performance è stata esplosiva ed il pubblico l'ha accolta cantando e saltando insieme a lei i brani.
Purtroppo per problemi tecnici il team di Alan and the racoons è stato impossibilitato a rimanere fino alla fine e poter ascoltare i successivi gruppi e collettivi perciò il report è parziale.